Ricerca ed innovazione
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Mission

Il Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport è una ONLUS che affronta le principali tematiche della performance nei contesti competitivi, fornendo ad atleti e manager un supporto metodologico per lo sviluppo delle loro abilità mentali, stimolando al contempo nelle comunità sportiva, economica e scientifica un dibattito sui temi trattati.

L’Associazione svolge attività di studio e ricerca nell’ambito

• delle scienze umane con particolare riferimento alla “positive psychology”, in modo prevalente nell’area salute e benessere, sport e lavoro;

dell’organizzazione di impresa,
del reclutamento, selezione, formazione, gestione e sviluppo delle risorse umane, con le conseguenti applicazioni nel campo: diffusione, insegnamento, formazione e consultazione.

L'Associazione è impegnata

• nell’organizzazione e gestione di corsi di formazione e aggiornamento, convegni, congressi, tavole rotonde, simposi e quant’altro ad essi assimilabili.

• nell’attivazione di convenzioni con enti e società pubblici e privati, nazionali ed esteri con finalità di collaborazione nei campi suddetti.

• nella pubblicazione, con l’utilizzo di qualsiasi strumento e materiale, di testi, articoli e newsletter

L'Associazione si propone inoltre

di stabilire rapporti associativi con Associazioni analoghe italiane ed estere e di partecipare ad iniziative di carattere confederativo con Associazioni aventi simili finalità.

Le attività di ricerca svolte dal Centro Studi mirano a stimolare e promuovere la dimensione culturale dello sport e a favorire l’incontro e tra i professionisti della Psicologia dello Sport ed i ricercatori in questo ambito. In questa sezione pubblicheremo ricerche, esperienze o articoli generici sulla psicologia dello sport e legati alle diverse fasi di vita dell’atleta (avvio allo sport e gioco-sport, settore giovanile, agonismo in età adulta, ne carriera e outplacement...), sport-specifici, legati a situazioni particolari (gestione del dolore, infortunio, doping...) e alle dinamiche di squadra.
Di seguito alcune ricerche a libera consultazione e altre la cui consultazione è riservata ai soli iscritti.

IL FLOW

Il progetto, sviluppato dal Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport di Milano, si è proposto di indagare le condizioni predisponenti la peak performance in atleti di alto livello tecnico , attraverso l'analisi del vissuto flow.

Il Campione

16 Discipline Sportive

761 Atleti Agonisti

65% Maschi e 35% Femmine

Età compresa tra i 16 e i 48 anni

Somministrazione individuale o per piccoli gruppi (5/8 pax)

Obiettivi

Tra gli obiettivi generali:
• Traduzione, introduzione nel contesto italiano e verifica delle capacità discriminative della Flow State Scale (Jackson & Marsh, 1996);
Confronto dell'esperienza di flow nelle differenti discipline sportive individuali;
• Valutazione delle possibilità di utilizzo dello strumento e della teoria di riferimento nell'ottica delle possibili ricadute operative

 

IL TALENTO

Nelle attuali selezioni calcistiche, al bambino che entra a far parte di un settore giovanile professionistico, vengono richieste abilità tecniche e motorie, tra cui capacità coordinative (di anticipazione motoria e di motricità generale) e capacità condizionali (ad esempio il livello generale di resistenza organica e di forza muscolare).

Tali abilità non sono però sufficienti. sono necessari precisi skills mentali, come la capacità di resistere alle pressioni, di vivere positivamente l'esperienza sportiva e di non perdersi lungo la strada che porta al top-level.
L'identificazione, l'analisi e la conoscenza di queste peculiari caratteristiche psicologiche dei giovani talenti sarà di sicuro aiuto per assicurare loro una formazione non solamente calcistica, ma che preveda percorsi di crescita opportunamente guidati.

Abstract

La presente ricerca, condotta su un campione di 118 bambini (provenienti dal settore giovanile di una squadra professionistica, l'Inter, e da quello di una squadra dilettantistica) evidenzia come minori richieste di compito e un ambiente che non esercita particolari pressioni siano presupposti necessari affinché i bambini possano sperimentare lo stato di flow. Nelle società professionistiche, che fanno selezione del talento, vengono favoriti la creazione di relazioni interpersonali positive tra i membri del gruppo e lo sviluppo precoce di abilità mentali quali motivazione, empatia e padronanza di sé.

All’allenatore oggi, oltre a quelle tecniche, sono richieste competenze pedagogiche, organizzative (pianificazione, goal setting), comunicative (assertività, empatia, gestione dei conflitti, negoziazione), motivazionali (stimolazione, feed-backing, gratificazione), gestionali (valutazione e presa di decisione in tempi rapidi, gestione dello stress, management delle risorse umane e teambuilding).

Tutte competenze di una leadership efficace. Una diversa professionalizzazione del tecnico sportivo prevede la definizione, l’acquisizione e la sistematizzazione di strumenti e metodologie interdisciplinari, quali capacità di progettualità e management situazionale.

Obiettivi

Studiare lo stile di leadership degli allenatori di alto livello, come processo d'interazione tra:
- stile dell'allenatore autopercepito,
- stile dell'allenatore percepito dal gruppo squadra,
- caratteristiche ed aspettative degli atleti componenti la squadra.
Fornire indicazioni operative allo staff tecnico e dirigenziale per la gestione dello spogliatoio e l'ottimizzazione del lavoro su campo.

LO SPORT IN ETA' EVOLUTIVA COME STRUMENTO DI PREVENZIONE

L’attività sportiva rappresenta un’importante occasione di promozione e sviluppo del benessere psicofisico della persona. Per bambini e adolescenti in particolare, grazie a relazioni, fatica, regole, responsabilità verso i compagni, gestione delle emozioni, rappresenta uno spazio in cui sperimentarsi ed esprimersi. In un momento storico in cui viene posta particolare attenzione a tematiche quali obesità e sedentarietà, lo sport rappresenta altresì uno strumento di prevenzione di grande importanza.

In questo scenario il fenomeno del dropout (abbandono precoce dell’attività sportiva) rappresenta un elemento di rilievo che impatta lo sport quale possibile fattore di protezione da comportamenti a rischio. In letteratura il dropout è stato ampiamente affrontato esaminando le motivazioni alla pratica sportiva.

Il Campione

I partecipanti sono stati 616 bambini di età compresa tra i 6 ed i 13 anni :

- 367 delle Scuole Primarie, di cui 207 maschi e 160 femmine

- 249 delle Scuole Medie Inferiori, di cui 114 maschi e 135 femmine)

I partecipanti praticavano una o più discipline (in totale 17).

Obiettivi

Il presente studio si pone l’obiettivo di indagare il ruolo delle emozioni nella pratica sportiva e di comprendere quale tipo di influenza possano avere le figure di supporto nel contesto sportivo (famiglia, allenatore, gruppo dei pari).

Lo strumento di indagine utilizzato è stato un questionario (“Il Mio Sport”) differenziato per fasce di età (6-7 anni; 8-10 anni; 11-13 anni) con l’obiettivo di indagare aree quali: motivazione allo sport, emozioni esperite sia in fase di allenamento sia durante la competizione, ruolo dei genitori, ruolo dell’allenatore, ruolo dei compagni di scuola e di sport.

 

SPORT RESILIENCE LAB
Allenare la Resilienza nello Sport

Autore: Stefania Ortensi
Quante volte abbiamo sentito dire che un atleta è “andato nel pallone” o “non ha retto la gara”.
Resilienza e Durezza Mentale sono qualità psicologiche che possono fare la differenza, specialmente nelle situazioni in cui ansia da prestazione e pressioni agonistiche influiscono sulla capacità dell'atleta di gestire lo stress.
Nello sport le situazioni di Choking ovvero di un black-out mentale di fronte alla pressione di un evento agonistico, sono molto frequenti. Lo Sport però, è una grande palestra di resilienza e il presente modello vuole evidenziare come è possibile allenare la resilienza stessa nello sport.

Quanto sei Resiliente?
Sport Resilience Lab (S. Ortensi, 2016) è un protocollo che nasce in risposta a questa esigenza proponendo un training di potenziamento della Resilienza e della Durezza Mentale degli sportivi attraverso le tecniche di Mental Training.
Valuta la tua capacità di Resilienza con il nostro SPORT RESILIENCE QUESTIONNAIRE (Ortensi, 2016).

Scarica il primo capitolo gratuitamente qui   oppure il testo completo QUI
L'ebook Sport Resilience Lab è disponibile anche nei seguenti Store: IBS, Hoepli, Libreria Universitaria, Tim Reading, Euronics, Omniabuk.

RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO NELLE ORGANIZZAZIONI E SPORT OUTDOOR TRAINING®
un approccio innovativo.

Autori: Roberta Lecchi e Stefania Ortensi

 

Lo stress è il secondo problema di salute legato all’attività lavorativa ed interessa quasi un lavoratore europeo su quattro. Un livello elevato di stress può comportare un danno biologico per il lavoratore ed una flessione nella produttività dell’azienda, basti pensare che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress e alle problematiche correlate. 
Oltre ad ottemperare a un obbligo di legge (d.lgs n.81 del 2008), misurare il Rischio Stress Lavoro Correlato può diventare effettivamente una significativa opportunità per tutte quelle Organizzazioni che credono nello sviluppo delle persone e vogliono promuovere il benessere organizzativo. Un intervento efficace favorisce un miglioramento della qualità della vita professionale del lavoratore, aiuta a prevenire i più comuni rischi psicosociali e consente di incrementare la performance di un’Organizzazione.

Interventi migliorativi
Se a seguito della valutazione stress lavoro correlato vengono riscontrati elementi di rischio, è possibile attivare uno o più dei seguenti interventi migliorativi strutturati e personalizzati sulla base criticità riscontrate e delle cause organizzative rilevate:

  • Consulenza organizzativa per la riprogettazione dell’ambiente e dei processi di lavoro
  • Sport Outdoor Training® e percorsi di formazione (tradizionale ed esperienziale) sulle competenze psicologico-relazionali
  • Percorsi motivazionali e incentive
  • Coaching individuale
  • Sportelli di ascolto

Nella fase di follow-up, un piano di monitoraggio e una rivalutazione del rischio a scadenze temporali prestabilite con la committenza completano l’intervento verificandone l’efficacia

Acquista il testo completo QUI
In formato cartaceo o ebook è disponibile anche nei seguenti store: Amazon, IBS, Hoepli, Libreria Universitaria, Euronics, Mondadori, Feltrinelli